venerdì 26 giugno 2020

Solo tre parole.

Spettacoli indecorosi quelli della politica italiana. Spettacoli visibili ed invisibili, perché quando la spettacolarizzazione viene fatta rimbalzare su tutti i siti è ben codificabile da chiunque. Quando, invece, si decide di spettacolarizzare le proteste dei cittadini rispetto al non-fatto, al non-detto, al non-deciso della politica, la decodifica del messaggio trasmesso è riservata solo a pochi. A quelli che assistono a spettacoli invisibili sui quali cala il sipario di un silenzio complice e connivente che disturba ed offende.

Perché, come sempre, è solo una questione di rispetto mancato.

Perché è decisamente più facile mostrare uno Sgarbi trascinato di peso fuori da un’aula piuttosto che ammettere che noi cittadini dovremmo trascinare tutti voi, di peso, fuori da quell’aula.

Perché l’indifferenza mostrata nei confronti dei precari storici della scuola, nei confronti delle decine di vertenze aziendali, nei confronti di questioni di vitale importanza per gli italiani, evidenzia il disinteresse profondo per una nazione intera.

E se, a tutto ciò, si aggiunge una inusitata pervicacia nella salvaguardia dei vostri privilegi di casta, il quadro è limpido. Cristallino.

Eppure sarebbe semplice accordare almeno il rispetto ad un popolo che è - e resta - sovrano.

Solo tre parole. Con l’identico rispetto mostrato per l’Italia.

Fuori dai piedi!


mercoledì 24 giugno 2020

Il Decreto R.O.C.

L’INAIL ha parlato ad aprile 2020. Così, sulla riapertura delle scuole a settembre 2020, è stato promulgato il DL 34 del 19 maggio 2020 (cd. Decreto Rilancio). Quindi, prontamente, il CTS ha parlato il 28 maggio 2020, spianando la strada ad una conferenza unificata che ha prodotto una bozza di Linee guida per la riapertura delle scuole, datata 23 giugno 2020 che sarà discussa il 25 giugno. Domani.

Quindi, ricapitolando: INAIL fine aprile, CTS fine maggio, MI fine giugno. Ci sarà stato un tempo sufficiente per riflettere sulle indicazioni ricevute…

Nel frattempo, in Europa, scuole che riaprono vengono richiuse e, in Italia, il MI parla e sparla. Sempre troppo, sempre fuori tempo, sempre a pappagallo.

In tempo di dad diremo che nelle dichiarazioni del MI si ravvisa una sorta di sovraesposizione asincrona di reiterazioni espresse in modalità “ostinato”. L’“ostinato”, in musica, è una figura melodica che si ripete incessantemente, invariata e della stessa altezza, creando un effetto di staticità e, insieme, distacco rispetto alla melodia. 

Staticità e distacco.

Staticità: perché dall’inizio di febbraio si parla di distanziamento sociale con conseguente chiusura totale da inizio marzo e, contemporaneamente, al MI ci si trastulla con l’inserimento di C&C (Cittadinanza e Costituzione) a costo zero e a potenziamento di organici zero. Come se non ci fosse un Covid-19 da arginare!

Distacco: perché lo stato di emergenza terminerà il 30 luglio - se non sarà prorogato – ma gli USR continuano ad autorizzare classi da 27/30 alunni. Con buona pace del distanziamento e con grande considerazione per polli, galline e pulcini.

Ma la vera “chicca” è l’articolo 231 del DL 34 che stanzia un mare di denaro per la riapertura delle scuole a settembre: 331 milioni di euro per il 2020 in aggiunta al FIS. Molto bello!

Si indica dettagliatamente in cosa potranno essere investiti questi denari. Molto bello!

E si scrive anche che questi 331 milioni di euro dovranno essere impegnati entro il 30 settembre 2020. Molto bello! Tutto e subito. In modo celere e chiaro: i soldi per riaprire in sicurezza li avete, dunque usateli! E fate un po’ come vi pare…

Io penso di aver compreso perché lo abbiano chiamato Decreto Rilancio: hanno rilanciato ogni responsabilità al mittente dietro compenso.

E vediamo, dunque, per ogni persona, a quanto ammonta il compenso. Vediamo quale sia il costo pro capite della sicurezza. Analizziamo con cura un po’ di numeri. Per cultura personale, per avere un’idea esatta.

Le SCUOLE italiane sono 8.233, suddivise in 40.749 plessi. Quindi se volessimo suddividere 331 milioni di euro tra le COSE, spetterebbero 8.122 € per ogni plesso scolastico.

Le PERSONE che si assembrano nelle scuole italiane sono 9.044.559 così suddivise: 8 milioni di alunni che incontrano 835.489 docenti e 209.070 non docenti. Quindi, se volessimo suddividere 331 milioni di euro tra le PERSONE spetterebbero 36,59 € pro-capite.

Ecco, questo è il prezzo del rilancio e del rientro in sicurezza. Fermi restando gli edifici scolastici fatiscenti. Ferme restando le classi sovradimensionate. Ferma restando l’impossibilità di garantire il distanziamento. Sicuramente con questo decreto rilancio che definirei Decreto R.O.C. (Rilancio ad Occhi Chiusi) potremo finalmente e convintamente dire che andrà tutto bene. Molto bene! Anzi benissimo!


martedì 23 giugno 2020

Se questo è un lenzuolo…


Già la prima domanda avrebbe dovuto farmi riflettere: “scusa, ma per acquistare un lenzuolo con gli angoli elasticizzati su misura per il mio materasso, secondo te, devo portare il materasso dal negoziante?” 

Appurato che trattavasi di un normale materasso singolo, ho proposto una soluzione più semplice, ma non meno efficace.

Poi è arrivata la seconda domanda: “Cosa posso fare con il lenzuolo di sopra? S’è un po’ strappato, ma secondo me è recuperabile.”

Appurato che la Sacra Sindone è conservata in condizioni migliori; verificato che il piccolo strappo era una profonda ed irrimediabile lacerazione e, considerato il mio possesso di ben due completi da letto singolo (uno con un simpatico leone ed uno raffigurante un ammiccante orsetto) ho avanzato la mia proposta: “ok, oggi pomeriggio sistemo tutto, stai tranquillo… E non portare il materasso da nessuna parte! È pesante!”

Nel pomeriggio ho smantellato lo smantellabile ed ho sistemato tutto. A modo mio.

Ma non ho trovato riconoscenza nello sguardo del proprietario del non-lenzuolo: lo sguardo costernato, l’espressione visivo-oculare persa nel vuoto, un senso di smarrimento palese e poi… una terza terribile domanda: “ma che, per caso, devi buttare via tutto?”

Ho capito di aver compiuto l’ennesimo intervento a gamba tesa nella vita di un’altra persona, ho compreso di aver violato una libertà di vivere a modo proprio, ho percepito di aver risposto a due domande non con parole ma con azioni. Imponendole.

Così ho semplicemente risposto: “no, non butto via nulla. Lavo tutto e te lo restituisco”

Quindi, non fatemi domande perché poi, in genere, rispondo con le azioni.


martedì 2 giugno 2020

Ignoranza vigliacca.

Diffondo il Sallusti-pensiero e rispondo perché tutti conoscano la differenza tra un eroe e un hater.
Eh sì, caro lei, perché lei ha dimostrato di essere più hater degli odiatori di professione. Le sue parole rivelano un odio profondo verso una categoria intera. Guardi che noi conosciamo bene il significato di eroe e noi non siamo eroi. Siamo insegnanti.
Vergogna! Dovrebbe solo provare vergogna; dovrebbe chiedere scusa per questi pensieri espressi nel suo personale sfogatoio.
Furbetti della cattedra? Paura e pigrizia? La pagina più squallida? Interrompere il buen retiro? Vigliaccata? Nessun dovere né professionale né etico? La fila per le vacanze? Avremmo permesso che le scuole chiudessero prima dei bar?
Guardi, signor direttore del suo personale sfogatoio, che lei ha completamente sbagliato destinatari.
C’è poco da fare i “furbetti” con stipendi fermi da un decennio e, per di più, tra i più bassi d’Europa. Ma questo lei non lo sa!
C’è poco da indicare “paura e pigrizia” come caratteri di una categoria quando il mondo è avvolto da una pandemia. Ma questo lei lo ignora!
C’è poco da attribuire agli insegnanti la “pagina più squallida” quando questa è stata scritta proprio da lei. Ma questo lei non lo comprende!
C’è poco da interrompere il “buen retiro” visto che non c’è mai stato e visto che gli insegnanti hanno continuato a svolgere la loro azione educativa IN OGNI MODO POSSIBILE per elevato senso del dovere. Ma questo lei non lo sa!
C’è poco da definire “vigliaccata” il comportamento dei docenti italiani visto che ai veri vigliacchi piace fare gli hater anche in questo triste frangente. Ma questo lei non lo sa!
C’è poco da richiamare “doveri etici e professionali” per una categoria che fonda tutto il proprio operato proprio sull’etica e sulla professionalità. Ma questi valori lei non conosce!
C’è poco da sparlare della “fila per le vacanze” degli insegnanti i quali, certamente, non godono dei privilegi della sua casta. Ma questo lei non lo sa!
C’è proprio nulla da dire sulla “chiusura che NOI avremmo permesso” visto che c’è stata una dichiarazione di stato di emergenza il 31 gennaio 2020 seguita da una serie di DPCM che hanno chiuso le scuole d’Italia. Ma questo lei non lo sa! 
Ascolti bene perché ora le spiego chi è un “eroe”: eroe è una persona che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione si impone all’ammirazione della collettività; eroe è chi, di propria iniziativa e libero da qualsiasi vincolo, compie uno straordinario e generoso atto di coraggio, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune.
Adesso le spiego cosa sia il “vilipendio”: è la dimostrazione di disistima o disprezzo che può assumere i toni di scherno o di aperta ingiuria; nel diritto è un’offesa lesiva di valori riconosciuti e protetti dalla tradizione e dalle leggi dello Stato.
Scelga lei, adesso, CHI compie atti eroici e CHI compie atti di vilipendio. Rifletta però, perché lei questo non lo sa! Perché lei era uno di quelli che voleva riaprire tutto e subito in Lombardia, perché lei ha dimenticato cosa sia stata l’istruzione nel ventennio fascista, perché lei finge di non sapere in che misura sia stata distrutta la scuola dai tagli operati da una destra incauta che, per un ventennio della II Repubblica, ha invece assicurato proventi e garanzie a giornalai, giornalini e sfogatoi.
Perchè lei, la Costituzione non la conosce.
Noi insegnanti ci siamo adattati ad una serie di interventi NEFASTI prodotti proprio da quell’ignoranza vigliacca a lei tanto cara. Ma la cultura e l’istruzione, delle quali noi insegnanti siamo rimasti gli ultimi eroici diffusori, sono un altro discorso. Complesso da affrontare con chi non sa. Perché noi diffondiamo cultura e siamo assai diversi da lei che più che diffondere odio non sa fare.
Ascolti Sallusti: visto che dimostra un’ignoranza illimitata (difficilmente recuperabile alla sua età) chieda scusa e si ritiri.
Vigliacco!

mercoledì 27 maggio 2020

“Chi fraveca e sfraveca …”

Sono un’insegnante che non ha risposte.

I ragazzi pongono domande alle quali non posso fornire risposte.

Le famiglie cercano di comprendere, ma neanche per loro ci sono informazioni.

Così, nel tentativo di tenermi informata – per informare – consulto tutto il consultabile e la mia fonte di informazione preferita, perché continuamente aggiornata, mi restituisce ogni giorno lo stesso messaggio con date che si rincorrono. Quindi decido di andare alla fonte: il sito web del Senato.

E scopro che la 7a Commissione Istruzione viene convocata e sconvocata ogni giorno come se non ci fosse un domani; leggo che gli esami di Stato del I Ciclo e del II Ciclo si svolgeranno tra 2 settimane e dal MI ancora non arriva la conversione in legge del DL 22, inerente la conclusione di quest’anno scolastico e l’inizio del prossimo.

Ora, è chiaro che i Senatori della Repubblica abbiano una mole di lavoro immenso da svolgere. Soprattutto in questo periodo di emergenza. E’ altrettanto scontato che si debbano individuare delle priorità. E’ certo che gli esami dovranno svolgersi, allora? Cosa si attende?

Sarò anche pesante e ridondante, ma continuare a leggere – sul sito del Senato – che le riunioni della 7a Commissione vengono convocate e, successivamente, sconvocate; leggere che le discussioni durano al massimo una mezz’ora senza giungere a conclusione in tempi REGOLARI, mi fa pensare al famoso detto “chi fraveca e sfraveca, nun perde maje tiempo”.

Letteralmente significa che chi fa e disfa, non perde mai tempo, ma questa locuzione si usa a commento delle inutili opere di taluni che non portano mai a compimento le cose che cominciano, per cui il loro comportamento si traduce in una perdita di tempo mai finalizzata a qualcosa di utile.

Ecco, forse sarà anche vero che chi fa e disfa il tempo non lo perde. Certamente lo impiega male. Lo impiega a non concludere molto. E sicuramente contribuisce a far perdere tempo a chi attende norme certe, disposizioni inequivocabili e leggi fornite in tempi UMANI.

In questo periodo abbiamo ricevuto informazioni dal MI: hanno dichiarato tutto ed il suo contrario. Senza rispetto per le tante persone rigorose che nella scuola operano a tutti i livelli. Convocati e sconvocati senza ritegno. Senza rispetto.

E’ necessario che si sappia.

Lo devo ai miei alunni, alle loro famiglie. Per una questione di rispetto.

Lo devo a me stessa. Sempre per una questione di rispetto.


lunedì 18 maggio 2020

Non esistono più le mezze stagioni.


Quando è cominciato il periodo di chiusura totale, ho iniziato subito il cambio di stagione.
Era il 5 marzo, ma si capiva già che tutta la primavera l’avremmo trascorsa in casa.
E così, bypassando marzo, aprile e maggio, è cominciato il sali-scendi degli abiti. Di prima mattina. A mente lucida. Devo dire che è stata una scelta giusta, anche perché non esistono più le mezze stagioni.

Così come non esistono più le vecchie ordinanze: quelle in cui tutto era chiaramente scandito, quelle in cui i riferimenti alle leggi vigenti erano reali e non in deroga, quelle in cui - a leggerle attentamente - trovavi tutte le risposte ai tuoi dubbi, quelle che non lasciavano spazio ad interpretazioni personali! Tempi andati. Tempi in cui leggevi e comprendevi. Potevi anche non concordare su qualche punto, ma la legge è legge. E si rispetta.

E le minuziose indicazioni INVALSI? Ve le ricordate? Io avrei gradito molto dimenticarle (come le mezze stagioni), ma ne restano indelebili le tracce: firma per ricevuta in doppia copia, apri il pacco, apri la busta, ritaglia il codice, attacca l’etichetta, getta le fascette, apri il fascicolo (ma solo alla prima pagina), non leggere, ascolta, leggi, svolgi, rispondi, crocetta, metti NO sulla crocetta se hai sbagliato, correggi, tabula le risposte, spegni il cellulare, deposita il cellulare, rispondi senza dire, parla senza rispondere… Un delirio ragazzi!

Quest’anno l’INVALSI non mi è mancato. Sinceramente.
Mi sono mancate le mezze stagioni. Quelle sì!

Ed anche le ordinanze di un tempo in cui la scuola era ancora Vera Scuola.

Mi sono mancate quelle ordinanze antiche in cui leggevi il titolo dell’articolo e sapevi, con certezza, che il contenuto avrebbe riguardato proprio quel titolo. Che nostalgia quelle ordinanze in cui non potevi evidenziare le parti salienti, perché ogni parola ed ogni riferimento normativo erano ugualmente degni di attenzione! Quanto mi mancano quelle indicazioni ministeriali in cui NULLA era tralasciato e TUTTO il contenuto riguardava, capillarmente, fasi, situazioni, soggetti unici e norme univoche.

NULLA era lasciato al caso. TUTTO evidenziava precise competenze.
Ma si sa, “panta rei”.
Così le mezze stagioni diventano clausura.
Il NULLA diventa una precisa competenza e il TUTTO viene lasciato al caso.

giovedì 7 maggio 2020

Non vedo biglietti volare.

Se queste videolezioni riescono a stressare persino me, non posso neanche immaginare cosa possano provocare nei miei studenti! Ma “stressare” non è la parola esatta. Perché, in realtà, voglio intendere qualcosa di sottilmente diverso: non mi piace fare-cose in modi non coerenti con le finalità per cui quel fare-cose aveva una sua ragione di esistere. La scuola, per me, è un’esperienza di vita entusiasmante. Per i miei alunni è un’esperienza di comunicazione delirante. Nel complesso, potremmo definirla un “entusiasmante delirio”.

Io non so esattamente come possa accadere che tutti abbiano qualcosa da raccontare a tutti contemporaneamente. Né so perché tutti abbiano il desiderio di parlare continuamente. E non conosco neanche il motivo per il quale, anche quando un’altra attività è in fase di svolgimento, i ragazzi continuino a dirsi-cose, scambiandosi bigliettini sopra o sotto il banco…


Praticamente non so nulla, ma so che tutto questo mi piace. Poi, tra una chiacchiera e l’altra, in modo del tutto casuale e residuale, riesco persino ad inserire la mia presenza in quello che abbiamo definito come “entusiasmante delirio”. Non si fermano mai. Ed io neanche. 

Mi fanno sorridere perché passano dal “maestra” dei primi tre mesi di prima media, al “prooof” della terza. Mi fanno ridere quando passano dagli applausi regolari della prima media, all’applauso irregolare (un solo battito di mani, seguito da una fragorosa risata) della terza. Mi divertono quando passano dalla merenda consumata usando un ordinato tovagliolo dispiegato sul banco in prima, ad una merenda ingurgitata in fretta tutti seduti per terra - oltre l’ultima fila di banchi - in terza. Hanno troppe cose da raccontare e tutto da raccontarsi.

La scuola, quella dell’entusiasmante delirio, dal 5 marzo è differente.

Molto altro. Praticamente tutto ciò che resta. Nel complesso, potremmo definire La scuola come un “tutt’altro”.
Non sento racconti sussurrati. Non ascolto storie raccontate. Non osservo ragazzi a frotte. Non vedo sorrisi: né nascosti né palesi. Non spalanco finestre ad oltranza. Non ascolto improbabili dimenticanze. Non vedo le stelle ogni volta che il mio ginocchio urta contro lo spigolo della vetusta cattedra.

E, soprattutto, non vedo biglietti volare. Perché, dal 5 marzo, la scuola è tutt’altro.