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giovedì 25 maggio 2017

Si scrive “bonus” e si legge “tappo”.

E si, la Buona Scuola ci ha insegnato anche questo!

Funziona così: alla fine dell’anno scolastico, alcuni docenti risultano meritevoli. Altri no. Allora succede che alcuni – i meritevoli – diventano destinatari di un premio in denaro elargito dal DS, coadiuvato da un Comitato, mentre altri – gli immeritevoli – sono eminentemente ignorati. Come se non esistessero e come se non fossero mai esistiti.

Tutto perfetto. Ma analizziamo COSA fanno alcuni insegnanti per diventare meritevoli: partecipano gratis a tutte le iniziative della scuola; rispondono sempre affermativamente alle proposte del DS; sono estremamente collaborativi e disponibili anche a dormire a scuola; si arrovellano incessantemente il cervello per sfornare progetti di vario genere; votano senza fiatare e senza consapevolezza TUTTE le delibere collegiali; propongono e sostengono attività aggiuntive senza se e senza ma; si autocandidano per ricoprire ruoli di varia natura; si immolano volentieri e con leggerezza nell’organizzazione di visite guidate e nel conseguente accompagnamento degli alunni; riparano computer e finestre.

Nel frattempo il becco deve restare ermeticamente chiuso. Perché se non ti metti un tappo in bocca, il bonus non arriva! Quindi le iniziative della scuola sono eccessivamente numerose? Acqua in bocca! E, durante le riunioni collegiali, tutti muti e si alza la mano a comando: basta uno sguardo panoramico. I progetti? Si fanno tutti, con dedizione ed impegno, con sistematicità ed elevato senso di sopportazione. Il computer della 2^ M non funziona? Lo riparano loro. In silenzio.

Perché la consegna del silenzio è la “conditio sine qua non”.

Il silenzio è, dunque, imprescindibile e duraturo. Perché si protrae per un intero anno scolastico: da settembre a luglio. E poi continua, infatti, nessuno dei colleghi saprà mai CHI ha ricevuto COSA. Perché gli altri insegnanti (che hanno semplicemente fatto gli insegnanti) non hanno tappi, quindi - conseguentemente - non hanno bonus.

Questa procedura farraginosa, iniqua, risibile ed incostituzionale deve essere condotta nel totale silenzio e, dopo l’attribuzione del bonus premiale, bisogna secretare il tutto. Nessuno deve sapere: anzi, volendo, si possono conoscere i dati complessivi, “aggregati” è la parola giusta: si può sapere quanti docenti sono stati giudicati meritevoli con tappo e quale sia stata la cifra totale assegnata al gruppo dei silenti lavoratori.

Lo ha chiarito anche una sentenza del TAR del Veneto, la n. 463/2017 pubblicata il 10 maggio u.s. Ma non ce n’era bisogno: in tutte le Buone Scuole d’Italia TUTTO è silenziosamente accettato; TUTTO è silenziosamente eseguito; TUTTO è segretamente tenuto nascosto.

Questa non è Buona Scuola. E non è neanche Vera Scuola.

Perennemente sprovvista di tappo, ma dotata di dignità che, certamente, è sensazione sconosciuta ai detentori di tappo, sono un’insegnante non-meritevole. Come molti. Come troppi. Da 30 anni.

E la Vera Scuola funziona senza tappi.

giovedì 4 maggio 2017

Non sarò complice.

Il 19 aprile 2017 una nota del MIUR informa gli USR della necessità di convocare i Collegi dei Docenti in tutte le scuole di ogni ordine e grado per “procedere all’esame comparativo delle candidature dei docenti titolari su ambito territoriale”.

Spiegato ai non addetti ai lavori, in estrema sintesi, il messaggio del MIUR è il seguente:
“cari direttori degli USR, gentilmente, dite a tutti i DS che poiché ciò che è scritto nella L. 107/2015 – riferitamente alla chiamata diretta – fa sufficientemente schifo e, poiché certamente i DS non sono capaci di espletare autonomamente una procedura complessa come la chiamata diretta, dovranno essere coadiuvati da TUTTI i docenti in servizio nelle loro scuole e dovranno individuare, in modo categoricamente assembleare, i requisiti da comparare per operare le migliori scelte”.

Fossi una DS m’indignerei non poco. Non lo sono, ma m’indigno ugualmente perché:
1.       Una notarella protocollare del MIUR non può sovvertire una legge dello Stato;
2.       Una nota ministeriale non può essere emanata prima del corretto espletamento di tutte le procedure propedeutiche;
3.       Una nota ministeriale non può ignorare il coinvolgimento delle OO.SS.;
4.       Una nota firmata MIUR non può fornire anche lo schemino con la calendarizzazione dei Collegi.

Praticamente, con un documento recante il numero 16977, il MIUR decide in modo unilaterale che TUTTI i COLLEGI dei DOCENTI debbano essere ufficialmente COMPLICI dei DS nel portare a termine il passaggio di qualche docente da ambito a scuola.


Ma le competenze del CD non sono, forse, altre?

Ma l’autonomia delle istituzioni scolastiche non era, forse, altra cosa?

Dunque, la 107/2015 si poteva ancora peggiorare. Ecco! Fatto!

Cosa accadrà, quindi? Il DS individuerà al massimo 6 requisiti per comparare le candidature dei docenti (in totale, nel CCNI sono presenti 18 requisiti). Proporrà questi 6 requisiti al CD. Il CD stabilirà se questi 6 requisiti sono di suo gradimento, proporrà altri requisiti (sempre ripescandoli tra i 18 a disposizione), propenderà per un requisito culturale piuttosto che per uno didattico, si accapiglierà sull’ordine di importanza da attribuire a ciascun requisito… Poi, quando l’orario di cena sarà vicino, i CD delibererà. Il DS, a questo punto, sostenuto dalla delibera collegiale, individuerà il docente che meglio risponderà ai requisiti.


Potrò essere accusata di qualche reato. Forse! Ma non mi si potrà accusare di favoreggiamento. Perché io non sarò complice. Mai. E mi piacerebbe poter scrivere una frase che mai scriverò: “nella mia scuola NON ci sono COMPLICI”

venerdì 8 luglio 2016

Io non taccio.

Perché l’anno scolastico 2015-2016 è stato l’annus horribilis per la scuola italiana.
Nell’ultimo trentennio, quello del quale ho esperienza diretta “sul campo”, non si era mai assistito ad un tale depauperamento valoriale, ideale e stipendiale.
Mai nessuno aveva osato pensare che gli insegnanti potessero lasciarsi ammaliare da “piccoli omaggi in denaro” da spendere obbligatoriamente per determinati fini e da rendicontare necessariamente alla scuola di appartenenza. Come dire: “ti regalo una mancetta  che tu spenderai come dico io, dove dico io e per fare ciò che io ti dico.”
Mai nessuno aveva osato pensare che i diritti acquisiti con lauree, specializzazioni, master, concorsi, abilitazioni, potessero essere cancellati proponendo contratti triennali per tutti, belli e brutti…
Mai nessuno aveva osato cancellare la contrattazione sindacale con una pseudo-riforma della scuola.
Mai nessuno aveva osato bloccare un CCNL dal 2007 fino al 2020. Tredici anni di blocco contrattuale. Deciso da chi? Dal capo della Leopolda  che, serenamente, è diventato – per sua scelta unidirezionale ed egocentrica, capo del Governo italiano…
In questo annus horribilis la scuola italiana è sprofondata nel baratro della burocrazia autoreferenziale, nella voragine dell’anarchia decisionale, nel cratere formativo ed educativo che stenta a riprendere la sua attività eruttiva.
Deboli le colonne di fumo che continuano ad innalzarsi, ma testimonianza incancellabile di un’attività sotterranea mai placatasi. Perché, come espresso da un antico proverbio indiano “you can hide the fire, but where are you going to put the smoke?”
Qualcuno, forse, osa pensare di aver sepolto la Vera Scuola? Ebbene, quel qualcuno sbaglia!
Perché nonostante la voce dei Veri Insegnanti appaia, talvolta, solitaria, nella realtà non lo è affatto…
Io non taccio. Non ne ho alcuna intenzione. E so di non essere sola!

domenica 3 luglio 2016

La supercazzola.

Non saprei spiegarne la motivazione neanche se mi impegnassi.
Però il dato è certo: ogni volta che mi capita di ricercare nel mio pc la L. 107/2015, mi torna in mente l’impareggiabile Ugo nazionale con la sua supercazzola. E ogni volta che, scartabellando tra le innumerevoli pagine presenti sulla mia scrivania, mi accingo a cercare la Gazzetta Ufficiale n. 175 del 30 luglio 2015, mi ritrovo a pensare a lui ed al suo insulso antani.
E’ inutile negarlo: non ho mai accettato la Buona Scuola né mai mi sono adeguata alle logiche aziendalistiche ad essa sottese. Perché la BS ha voluto ridisegnare la brutta copia di un’azienda sull’orlo del fallimento, ma la Vera Scuola era differente.
La Vera Scuola aveva posto al centro dell’azione educativa, formativa e didattica la PERSONA; la BS, presentata come una sottospecie di prodotto di marketing, ha totalmente scardinato ogni principio sociale e didattico.
La BS, nel suo unico articolo e nei suoi 212 commi non parla di didattica; di programmazione per competenze; di valutazione delle competenze. Non parla di intere categorie di lavoratori che nella scuola operano; non parla del personale ATA; degli educatori; dei facilitatori; dei docenti della Scuola dell’Infanzia. Non parla affatto di interi segmenti della vita formativa dei bambini perché ignora totalmente la Scuola dell’Infanzia. Non parla dei percorsi della formazione professionale. La BS non considera Scuola l’Università, eppure il Ministero si chiama MIUR: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.  La BS non conosce gli spazi di azione dei quali possono fruire studenti e docenti, quindi non ne parla; presenta - invece - un elenco triennale delle opere pubbliche con il quale reputa di risolvere le gravi problematiche strutturali presenti nelle scuole italiane. La BS è decisamente una super-sola con la quale sono stati manipolati migliaia di italiani, facendo credere loro che questa riforma avrebbe definitivamente e gradualmente risolto il fenomeno del precariato; ma la verità è molto diversa: dall’approvazione della BS tutti gli insegnanti sono diventati precari, anche i docenti di ruolo. Tutti con contratti triennali. Tutti inseriti negli albi territoriali che altro non sono se non enormi calderoni dai quali i DS potranno “pescare” i docenti maggiormente confacenti ai loro PTOF per proporre loro dei contratti triennali. E dopo? Altro giro altra corsa, altro ambito, altro DS, altro PTOF.
La BS non  è ciò che vuol far credere di essere perché non è una riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione. Così come non è affatto adeguata a valorizzare il merito dei docenti. Molto banalmente la BS ha irresponsabilmente scambiato la scuola per un’azienda; ha semplicisticamente scambiato gli alunni per bulloni; ha sistematicamente scambiato i docenti per marionette. Ed ha colpevolmente ignorato tutto il resto. Peccato che “tutto il resto” fosse solo … la Vera Scuola…

Dunque, poiché con la 107/2015 hanno prodotto: “La super-sola inadeguata con suggestioni aziendalistiche…come fossimo marionette…”, adesso capisco perché quando rileggo parti della 107 non posso fare a meno di pensare alla “supercazzola prematurata con scappellamento a destra…come fosse antani…”

venerdì 20 maggio 2016

Il pensatore.

Immaginare un DS che pensa; che trascorre settimane intere a pensare a tutti i docenti che lavorano nell’istituzione scolastica che egli stesso dirige; che pensa e ripensa ai possibili destinatari del bonus per il merito; che pensa alle persone come se fossero birilli, ha rievocato nella mia mente l’immagine del Pensatore di De Chirico…

E questo DS pensatore, che ha l’obbligo di osservare la Legge 107 e che ha l’onere di pensare a CHI possa essere giudicato per poi ricevere il fantasioso bonus, è una figura solitaria che – in completa solitudine – deve operare la scelta tra i “buoni” e i “cattivi”. Buoni e Cattivi che, nella sua mente da pensatore sono, rispettivamente, i meritevoli e i non-meritevoli. A fargli compagnia, nella mano sinistra, solo una tavoletta con la scritta: SUM SED QUID SUM…

Ma la concezione del pensatore corrisponderà alla reale collocazione di ogni docente? Cioè, siamo tutti certissimi del fatto che i buoni siano meritevoli? E se, invece, i meritevoli fossero proprio coloro che il pensatore colloca tra i cattivi? Il DS pensatore è solo. La Legge 107 gli concede la potenza dirimente del pensiero unico ed inappellabile. E così, pensando pensando, sceglierà i nomi dei docenti che potranno essere valutati dal Comitato di Valutazione, sulla base dei criteri precedentemente definiti.

Detto questo, si rende necessaria qualche puntualizzazione. Io credo che non sia regolare procedere alla valutazione di alcuni docenti con regole rese note al termine dell’anno scolastico; inoltre, penso che non sia troppo legittimo operare procedure valutative differenziate in ogni scuola d’Italia. Gli insegnanti sono dipendenti pubblici che, nell’espletamento della loro professione condividono norme, diritti e doveri che sono uguali su tutto il territorio nazionale… ma questo sfugge sia agli estensori sia ai sostenitori della Buona Scuola che buona non è. Ecco, proprio come i docenti: i buoni insegnanti (quelli che saranno individuati dal DS pensatore) proprio buoni non sono. Saranno forse buoni per la Buona Scuola, ma visto che la Buona Scuola buona non è… Saranno forse funzionali alla Buona Scuola, ma considerato che la Buona Scuola funzionale non è…

Insomma, la Legge 107 aveva  la pretesa di riformare la Scuola ma, di fatto, ha creato un’aberrante dicotomia che, nel corso di questo anno scolastico, ha progressivamente tentato di annientare la Vera Scuola, la scuola degli studenti veri con le loro famiglie vere, dei collaboratori veri, degli insegnanti veri. La scuola vera è quella che risponde al dettato costituzionale che nell’incipit dell’art. 33 recita “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.
La scuola vera è quella libera. Libera e pensante. Ma non nel solitario silenzio di un decisore unico che assegnerà un bonus premiale insignificante ad una ristretta minoranza di soggetti presenti nei pensieri del DS pensatore.
La scuola vera è quella libera. Libera e pensante. Ma nell’assordante sinfonia delle parole, delle idee, delle opinioni, della creatività, delle sinergie che solo nelle singole classi di ogni scuola del mondo è possibile assaporare.

Io, in quest’assordante sinfonia, vivo.