giovedì 27 giugno 2019

RELAZIONE FINALE.



Così è!

Per tutto arriva una conclusione ed anche questo esame 2019 è, dunque, giunto ad un epilogo sospirato ed atteso.

Inderogabile, peraltro.

Perché è risaputo che gli esami conclusivi del primo ciclo di istruzione devono terminare entro il 30 giugno.

Quindi, riassumendo:
dopo aver ascoltato tristissime vite ed encomiabili opere di tutti Santi, i Martiri e le Vergini;

- dopo aver seguito con interesse le disavventure della geniale Frida Kahlo che, mano nella mano con il futurista Filippo Tommaso Marinetti, guidati da un intrepido Duce alla conquista delle terre africane, si imbattevano in improbabili giacimenti di petrolio;

dopo aver appreso che l’Abbé Pierre di cognome faceva Be e che la signorina Thunberg Greta di cognomi ne ha diversi e variabili, da Turner (come Tina) a Thunderbird (come quell’uccello leggendario); [suvvia ragazzi! È da febbraio che non si parla d’altro!]

- dopo aver ben immagazzinato il concetto secondo il quale il petrolio, in realtà, è formato da innocuo plancton che, leggiadro, si posa sui fondali degli oceani tutti, quindi per la sua estrazione, in definitiva sarebbe sufficiente un buon dragaggio oceanico;

dopo essere stati deliziati dalle soavi melodie egregiamente eseguite da alunni mozartianamente ispirati;
dopo aver finalmente compreso che “la censura è una macchia che ti impedisce di vedere“ [praticamente una specie di maculopatia o una forma particolare di glaucoma];

dopo aver suggerito “Ve… Ve… Ve…” per indicare il Venezuela ed aver ricevuto come risposta “Venezia” che, in effetti, è quasi la stessa cosa;

arriva la fine degli esami.

Ed è un bene che arrivi quando il caldo non è ancora torrido, perché così ho la possibilità di rimettere ordine nelle mie personali conoscenze, cancellando in modo quasi totale e per questo non definitivo, le vagonate di castronerie creative ascoltate in questi ultimi giorni.

Ma si sa: è l’emozione che tende subdoli tranelli ad innocenti ragazzi che si affacciano alla vita!

E poi ci sono quelli bravi, sensibili, attenti.



Quelli che, alla fine del loro PPT inseriscono una slide di ringraziamento. 

E per alcune colleghe, quelle sensibili quanto questi ultimi allievi citati, parte la lacrima sul viso a condire l’abbraccio e il bacio accademico…

Peccato che, in quell’ultima slide, noi docenti siamo stati paragonati a solerti contadini!

E così parte una commozione bifronte. Sì, bifronte, come Giano.

Da un lato parte la commozione vera, leale, sincera e sentita a cura della collega sensibile che si scioglie in lacrime.

Dall’altro lato vorrebbe partire l’altrettanto vera, leale, sincera e sentita commozione cerebrale (da procurare allo studente sensibile e bravo, attento e dedito ai sillogismi) a cura della collega inzenzibbbile che, alla vista di cotanto elevato paragone, indefessamente ed incessantemente, continuerà a compilare relazioni e verbali che tra 24 ore, saranno definitivamente archiviati in un pacco ermeticamente chiuso ed opportunamente sigillato.

Meno male!

Finalmente! Una liberazione che necessiterebbe dell'esecuzione di una bella marcia trionfale! Ma su quel fronte abbiamo già dato!

Così, da dopodomani, potrò finalmente tornare alle mie auliche passioni: riprenderò a coltivare terre lontane tra Venezia e il Venezuela.

E, coltivando, canterò “faccetta nera”, tanto mi saranno rimaste impresse nella memoria tutte quelle storie sulla propaganda bellica.

Poi, tra una semina ed un raccolto, farò lunghe passeggiate sperando di incontrare Banksy per comunicargli che colui che pensa che gli insegnanti siano dei contadini, ha arditamente paragonato la sua street art al Cristo velato del Sanmartino!

Ecco!

Quel velo, a questo punto, mi servirebbe proprio…

Bianca Maria Cartella

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